venerdì 19 settembre 2014

Il punto su Sons of Anarchy

Avevo provato a guardare Sons of Anarchy qualche anno fa, ma ai tempi non mi aveva preso particolarmente, per cui lasciai perdere e lo inserìi nella lista di telefilm da recuperare prima o poi.
Il momento è arrivato la primavera scorsa e sono riuscita a coinvolgere nella visione anche il moroso, solitamente allergico ai serial. Entrambi ci siamo accaniti, la colonna sonora è ormai in loop da mesi,  e accogliamo con un mix di trepidazione e malinconia la settima e conclusiva stagione.
Per scrivere questo post mi ci è voluto del tempo, ho visto le stagioni tutte d'un fiato, per cui ci ho impiegato un po' a metabolizzare e a riflettere su tutto quello che è successo. D'altronde Sons of Anarchy non è proprio un telefilm che si guarda così con leggerezza come un Hart of Dixie. Procediamo quindi per gradi.




Sons of Anarchy è una serie creata da Kurt Sutter, che nella serie interpreta Big8 o Otto. L'ispirazione è chiaramente e volutamente shakespeariana, dato che la storia ricalca a grandi linee l'Amleto. Abbiamo, infatti, un principe che deve affrontare il fantasma del defunto padre (il diario scritto prima della sua morte) e il perfido "zio" che ne ha preso il posto, sposando la madre. Le vicende non avvengono in Danimarca ma nella mia amata California, più precisamente nella cittadina fittizia di Charming, che dovrebbe stare più o meno dalle parti di San Francisco. Il "principe" si chiama Jackson Teller, per tutti Jax (Charlie Hunnam), lo zio è in realtà il patrigno, Clay Morrow (Ron Perlman), e la madre è la cazzutissima e paraculatissima Gemma (Katy Sagal). Non sono nobili, ma semplici meccanici che gestiscono l'officina Teller-Morrow. Clay e Jax però sono soprattutto rispettivamente presidente e vice del Sons of Anarchy Motorcycle Club Redwood Original, meglio conosciuto con l'acronimo di SAMCRO. Questo gruppo o clan di harleysti "entusiasti" traffica armi per conto della real IRA nella California del nord, si trova sempre nella merda e ha costantemente i federali ai piedi. Tra i membri più importanti abbiamo Tig (Kim Coates), una sorta di segugio di Clay, obbedisce a tutto quello che gli dice il capo e anche se si comporta spesso come un animale, ha una sua integrità. Bobby (Mark Boone Junior), un po' il saggio del gruppo, è quello che ragiona e agisce in funzione del club. Chibs (Tommy Flanagan) è scozzese ed è particolarmente affezionato a Jax. Odia l'IRA, dopo che uno dei loro esponenti, Jimmy, gli ha "rapito" moglie e figlia e gli ha sfigurato il volto. Juice (Theo Rossi) è il cervello tecnologico e si rivelerà codardo e incredibilmente debole. Infine, ci sono Piney (William Lucking) e Opie (Ryan Hurst). Il primo è uno dei First 9, cioè uno dei membri fondatori del club insieme al padre di Jax e Clay. Va in giro su una Harley a tre ruote e non si stacca mai dalla sua bombola di ossigeno e dal bicchiere. E' brontolone e ha sempre da dire contro Clay. Nutre un profondo affetto per Jax, in cui rivede molto del padre, a cui era molto legato. Opie è suo figlio ed è il migliore amico di Jax, per lui un vero fratello, quello che gli consiglia sempre la cosa giusta da fare, quello che lo raddrizza. Entrambi mettono in dubbio l'appartenenza al club e insieme si danno la forza per andare avanti.
Un altro personaggio fondamentale è quello di Tara (Maggie Siff), la Ofelia della situazione. Lei è il grande amore di Jax nonchè madre dei suoi figli. E' un medico chirurgo di talento e per lui rappresenta la possibilità di avere una vita diversa, lontana dalla criminalità.
Da non dimenticarsi alla fine Unser (Dayton Callie), lo scriffo di Charming malato di cancro, grande amico del club, con la quale ha fatto un patto per mantenere la cittadina al sicuro.




Nel corso delle sei stagioni, seguiamo le vicende che coinvolgono i Sons e in particolare ci concentriamo su Jax, sulla sua ascesa e presa di consapevolezza. Vediamo il suo impegno per il club crescere e il suo successo nel gestire situazioni pericolose. Il suo è un personaggio estremamente tormentato e complesso, così com'era anche il suo vecchio, ucciso dai suoi stessi dubbi. Jax, episodio dopo episodio, cerca di far convivere la sua natura di brava persona, che ama la sua famiglia, con il fatto che è un criminale con qualche problema nel gestire la rabbia, cosa che lo trasformerà in un mostro. Questa sua lotta lo accompagna per tutte le stagioni, con eventi che lo segneranno e cambieranno profondamente. Attenzione spoiler. Il primo evento è sicuramente il rapimento di suo figlio Abel per conto di uno sfigato dell'Ira, che porterà i Sons a Belfast. Qui Jax conosce padre Kellan il quale gli consiglia di lasciare andare suo figlio, perchè crescendo in una famiglia "normale" potrà avere una vita lontana dalla criminalità, esattamente come voleva suo padre quando mise in dubbio la direzione del club verso il traffico di armi. Queste parole gli faranno capire che deve allontanarsi dai Sons per stare con Tara e farsi una nuova vita.
Il secondo evento è la straziante morte di Opie, che si sacrifica in carcere per il club e muore massacrato davanti ai suoi fratelli, tra cui uno Jax sconvolto. Ciò fa scatenare in lui la molla della violenza, facendolo diventare un mostro. Questo suo cambiamento lo porterà all'allontamento di una Tara terrorizzata e delusa che vuole divorziare e portare via i figli. Proprio la paura di perdere le uniche cose buone della sua vita lo fa tornare improvvisamente sulla retta via. Si riunisce con sua moglie, chiude con il traffico d'armi e di droga e si costituisce per il bene del club. Quando tutto sembra finire "bene", ecco però che una Gemma su di giri fa fuori Tara in un modo al dir poco animalesco. L'ape regina la scampa come al suo solito e il cadavere della povera dottoressa viene proprio trovato da Jax. La sesta stagione si conclude così, con Jax che piange disperatamente la morte della moglie ancora tra le sue braccia.
La settima stagione è appena partita negli States, è l'ultima e vedrà un Jax particolarmente furioso.


Bisogna dire che la serie è andata avanti tra alti e bassi, mantenendo comunque un buon livello qualitativo. La prima è stata ovviamente la stagione introduttiva, dove abbiamo imparato a conoscere e ad affezionarci ai vari personaggi. Sicuramente è stata la stagione più ottimista, insieme alla terza, che ha avuto un finale abbastanza godurioso. La sesta è stata forse la più debole con episodi troppo lunghi e passaggi non troppo lineari. La quarta e la quinta, invece, sono state tra le migliori, introducendo personaggi purtroppo usciti di scena troppo presto, come il procuratore triumphista e il superimprenditore Pope.
Una pecca di SOA è il focalizzarsi troppo su alcuni personaggi e trascurarne altri. Un esempio su tutti è la continua importanza che viene data a Gemma, che per certi aspetti può risultare la vera protagonista di tutta la serie. Lei è la Madre non solo di Jax ma anche del Club. Come un imperatore sceglie chi deve vivere e chi deve morire e come una madre consola e coccola ogni membro come se fosse un figlio. Il suo è un amore morboso, malato. Gemma è una maniaca del controllo, tutto deve essere come vuole lei e quando il suo equilibrio si spezza, come un animale, aggredisce. In questo è estremamente egoista, ha una gran paura di rimaner sola, di essere allontanata dal club e soprattutto dai suoi nipoti. Ecco perchè uccide Tara, l'altra "leonessa" del branco. Tutto quello che fa è per il suo beneficio indipendentemente dai bisogni e dalle richieste degli altri. Agisce come se non avesse una coscienza e porca miseria le va sempre bene. Katey Sagal è bravissima nel darle vita, ma non si può dare così tanto spazio a un personaggio così odiato, il vero cattivo di tutta la serie. Io capisco che sia la moglie di Sutter, ma mi sarebbe piaciuto sapere qualcosa in più magari sui membri del club come Tigg, Bobby o Chibs. Posso immaginare che non si voglia creare un casino come in Game of thrones, ma un minimo di approfondimento non sarebbe stato male.
La cosa è veramente un peccato, perchè gli attori sono veramente bravi e molto in parte, anche se Charlie Hunnam talvolta lascia emergere la sua "britannicità".
Un altro punto di forza è sicuramente la colonna sonora: le canzoni e le musiche sono sempre azzeccate per le scene ed esistono diverse raccolte con tutti brani presenti nelle puntate.
Nel complesso, Sons of Anarchy  è una serie "pesante", non nel senso di noiosa ma difficile da digerire. I protagonisti non sono brave persone, sono criminali che non hanno problemi a far fuori qualcuno. Un po' com'era successo con Romanzo Criminale, si può amare un personaggio, senza comunque accettare le sue azioni e le sue scelte. Il bello è che non ci sono buoni o cattivi, neanche chi fa parte della giustizia. Jax e Juice ad esempio cercano di convincersi di essere i "buoni" per poter fare quello che gli aspetta. In questo senso la quarta stagione è molto bella, con il procuratore che motiva il suo staff e soprattutto se stesso, dicendo che sono loro i buoni e che per questo devono vincere, nonostante azioni poco etiche. Bellissima è la scena in cui lui entra durante il consiglio e distrugge il progetto del sindaco.
 Lo stesso discorso tuttavia non vale per Tara che, di base, per tutta la serie, rimane una sorta di luce alla fine del tunnel, non solo per Jax, ma anche per noi, perchè tuttosommato speriamo sempre che lui possa diventare "bravo". Si muove e agisce in funzione di Jax e soprattutto dei suoi figli nella speranza di un happy ending. Quando vede tutto questo scricchiolare reagisce e comincia a poco a poco a "gemmizzarsi", usando tranelli e inganni per raggiungere il suo scopo "buono". Machiavelli docet: il fine giustifica i mezzi. Esattamente come Jax, che si comporta come un mostro per ottenere il suo fine ultimo e positivo. Ecco perchè i loro percorsi alla fine si uniscono, decidendo di rimanere insieme in vista di quel lieto fine desiderato e apparentemente raggiunto da entrambi. Ovviamente le cose non vanno secondo i loro piani e ci vorrà la settima stagione per farci vedere quali decisioni prenderà Jax.
Stay tuned.