sabato 20 aprile 2013

Il lato positivo

Finalmente riesco anche io a vedere l'acclamato "lato positivo" di David O'Russell e che ha permesso a Jennifer Lawrence di vincere il suo primo Oscar ( è talmente brava e richiesta che ne vincerà sicuramente di altri).
Il film vede al centro della vicenda Pat Solitano (Bradley Cooper), ex-professore di storia che, dopo otto mesi esce da un istituto psichiatrico. Trasferitosi dai genitori, il suo obiettivo è quello di riconquistare la moglie, dimostrandole di essere un uomo cambiato e migliorato proprio per lei. In questo suo percorso, incontra Tiffany (Jennifer Lawrence), una giovane vedova con qualche problema comportamentale, che decide di aiutarlo dando alla moglie ( che nel frattempo ha emesso nei suoi confronti un ordine restrittivo) una lettera. In cambio, però, la ragazza gli fa promettere di allenarsi  con lei per partecipare ad una prestigiosa gara di ballo.In tutto ciò, Pat vuole anche recuperare i rapporti con la sua famiglia, in particolare con il padre (Robert De Niro), accanito scommetitore che vede nel figlio un portafortuna. Tutto precipita quando la squadra favorita, gli Eagles, perde e il padre deve rinunciare a tutti i suoi soldi per aprire un ristorante dando la colpa a Pat. Grazie all'intervento di Tiffany,  le cose si sistemano tant'è che il padre decide di fare una "martin gala" con il suo amico: se gli Eagles stravincono e Pat e Tiffany ottengono una media di 5 alla gara di ballo, allora egli riavrà i soldi persi  per aprire il suo ristorante.
Se devo essere sincera, pensavo che il film fosse molto più bello, considerando il clamore suscitato. Non è sicuramente brutto, anzi, rientra nella mia personale categoria di film che ti mettono di buon umore per la positività trasmessa. L'aspetto che ho trovato molto bello è il modo in cui viene affrontata la malattia mentale, mostrata in modo molto umano. Freud diceva che nessuno è normale (aspetto ripetuto anche da Tiffany), siamo tutti guidati da pulsioni e manie, c'è chi lo è di più e chi di meno. Pat e Tiffany certamente rientrano nella prima categoria e il pregio di O'Russel sta nel farci affezionari a questi due squilibrati, ad accettarli e a volergli bene, indipendentemente dai loro disturbi.
Il merito va anche agli attori: Bradley Cooper, bravissimo a mostrare il disturbo bipolare, fa osservare il mondo a Pat con occhi sgranati e insicuri, tranne quando si tratta di Tiffany; Jennifer Lawrence, emotiva e diretta, finalmente trova in Pat qualcuno che la ama così com'è.
Non sono sicura che il film si meritasse così tanti riconoscimenti ( ho anche preferito la performance di Cooper rispetto a quella della Lawrence), ma è, a mio parere, uno di quei film si vedono e rivedono sempre volentieri.

Voto 7.5\10

Forse non sapevate che:
  • David O'Russell ama lavorare con gli stessi attori, per cui il ruolo di Pat lo aveva inizialmente offerto a Mark Whalberg che aveva già lavorato con lui in "I heart Huckabees" e "Three kings", per poi preferire Bradley Cooper.
  • Per il ruolo di Tiffany sono state considerate diverse attrici, tra cui Rachel MacAdams, Olivia Wilde e Kirsten Dunst, ma alla fine l'ha spuntata Jennifer Lawrence.
  • Anne Hathaway era stata inizialmente scelta per interpretare la moglie di Pat, ma l'attrice ha dovuto rinunciare per i troppi impegni. Anche Angelina Jolie era stata considerata.
  • Chris Tucker, che nel film interpreta Danny, grande amico di Pat, è il primo film che non rientra nella saga di Rush Hour dal 1997.
  • Inizialmente, Sidney Pollack doveva essere il regista con Anthony Minghella come produttore, ma le cose sono cambiate per via della morte di entrambi.
  • Il regista ha dato a Robert De Niro e Jackie Weaver, che interpretano i genitori, una piccola storia che racconta del loro menage matrimoniale, tra cui il fare sesso due volte alla settimana.