sabato 19 aprile 2014

Captain America: Winter Soldier

E' tornato Capitan America, noto anche come Steve Rogers, o anche come il supereroe più noioso della storia. In questa sua seconda avventura, il supersoldato, fiancheggiato dalla sexy Vedova Nera e da Falcon, dovrà far fronte nuovamente alla minaccia Hydra, che vuole controllare il mondo e per raggiungere il suo obiettivo userà il fortissimo Winter Soldier.
Bom, fine della recensione, arrivederci e buona Pasqua cinematografica.













Nahhh, scherzo, sinossi precisa e puntuale a parte, a me piace parlare dei film Marvel, in quanto risvegliano il mio lato nerd.
Quando si tratta di fare recensioni su film di supereroi, però è sempre difficile scegliere le parole giuste, una frase di troppo e magari inconsapevolmente hai spiattellatto un spoiler colossale. Credo che valga lo stesso discorso di Game of Thrones, anche se non ne sono così sicura...
L'ultima volta che avevamo visto il vendicatore a stelle e strisce eravamo a New York, quando, insieme ai suoi colleghi, aveva sconfitto Loki e la minaccia aliena. Era stasto da poco risvegliato da un sonno criogenico (si dice così?), dove era rimasto dalla fine della seconda guerra mondiale.
In questo secondo capitolo, quindi, vediamo il capitano (Chris Evans) che tenta di adattarsi alla vita moderna: va in giro con la sua Harley, fa jogging, recupera film, album e cerca una fidanzata con l'aiuto di Black Widow (Scarlett Johansson). A tal proposito, vorrei mettere in luce quello che probabilmente in molti hanno notato: all'inizio del film, quando si appunta il suggermento di Falcon, nell'inquadratura del suo taccuino si leggono Roberto Benigni, ma soprattutto Vasco Rossi. Attimo di sorpresa, mi sono detta "ok, forse ci può stare Benigni, ma Vasco Rossi, seriamente?". Faccio così le mie ricerche e grazie a questo blog di DocManhattan (http://bit.ly/1mlcNdr), c'è tutta la spiegazione al riguardo. Che ruffianata di m....

WTF?!?
Comunque, eravamo rimasti a Steve Rogers che fatica ad adattarsi al mondo moderno e al radicale cambiamento della sua vita. I suoi ideali di giustizia e libertà sembrano ormai vecchi e non condivide le scelte poco ortodosse di Nick Fury(Samuel L. Jackson). La serietà del capitano era già emersa nel primo film e, a parer mio, costituiva uno dei principali difetti della pellicola. A questo giro sembrano averlo capito e gli hanno messo accanto Black Widow e Falcon, rispettivamente spalla trasgressiva e spalla comica, anche se comica è un parolone. Qui purtroppo, infatti, non c'è Kat Dennings con la sua linguaccia.
Tuttavia, la cosa apprezzabile di questo secondo capitolo è il fatto che l'azione, per quanto sia presente dall'inizio alla fine, viene, per certi versi, messa in secondo piano, per porre l'accento sul tema dell'identità. Identità a partire da quella in crisi dello stesso Steve, ma anche dello Shield, la superorganizzazione, il cui capo è Robert Redford, presunto filantropo, nonchè amicone di Nick Fury. Lui, infatti, sembra essere l'unico che lo supporta\sopporta e che si fida delle sue scelte, in particolare per quel che riguarda la proroga del progetto "Insight", creato dallo Shield con l'obiettivo di distruggere le minacce del pianeta terra. Si tratta di un'arma molto pericolosa che nelle mani sbagliate può avere effetti terrificanti. Ecco, quindi, che spunta puntuale Hydra, già affrontata da Capitan America nel primo capitolo.
"Meglio proteggersi dallo smog con una bella mascherina, non si sa mai"
Questa terribile organizzazione di stampo nazista ha le mani in pasta in tutto lo Shield. Si scopre così che le più alte dirigenze sono compromesse e non bisogna più fidarsi di nessuno. Fury stesso diventa un ostacolo e viene prontamente eliminato dal misterioso Winter Soldier (Sebastian Stan), supersoldato sovietico, che non è altri che l'inseparabile amico di Steve Rogers, cioè Bucky, creduto morto.
Lo Shield praticamente scompare poichè gestito principalmente da Hydra, che vuole governare il mondo tramite una dittatura considerato l'unico modo per creare ordine e pace.
Il tema dell'identità, come già detto, risulta determinante. Ognuno dovrà rivedere i propri ideali e convinzioni e accettare che in realtà ha lavorato non per proteggere il mondo, bensì per comprometterlo. Anche lo stesso Winter Soldier dovrà fare i conti con la parte di sè sopita e chiarire chi era in precedenza.
Questa crisi d'identità si estende poi anche nel serial televisivo "Agents of Shield", che diversamente da quello era successo per Thor, riesce stavolta ad intrecciarsi molto bene con il film e a rendere ancora più evidenti le ripercussioni di questi cambiamenti su ogni singolo individuo oltre che sullo Shield stesso.
Rispetto al primo film, ho trovato questo Capitan America superiore. Ormai i personaggi sono noti, non c'è bisogno di introduzioni o lunghi dialoghi per capire di che pasta sono fatti, ad eccezione di Falcon, che comunque s'inserisce nella vicenda in modo veloce e naturale.
Tuttavia, rimane il fatto che il capitano resta comunque il supereroe più noioso di tutti e non bastano Falcon e Black Widow a smorzare la serietà e a farlo sembrare più "leggero", come succede ad esempio a Thor con i suoi brillanti comprimari.
"Sei più noioso di un film d'autore polacco..."
Un altro appunto è che tutti questi film di supereroi, considerati nell'ottica di Avengers, forniscono tante di quelle informazioni che diventano poi difficili da gestire. In ogni pellicola, infatti, bisogna pensare che non sarebbe poi così strano vedere arrivare Thor dallo spazio o vedere sfrecciare Iron Man in cielo, per non parlare poi di fatti o episodi accaduti in qualche film precedente, che vengono ripresi e che magari possono non essere ricordati immediatamente. Mi sembra di vedere una saga lunghissima fatta di una dozzina di film, ciascuno dei quali, in termini di qualità, più o meno si equivale. Ci sono quelli che magari hanno attori migliori e più affiatati, vedi Thor o Iron Man, e quelli che hanno invece trame più solide come appunto Capitan America o quelli che sono puro intrattenimento come Avengers.
Per concludere, infine, questo secondo episodio non può essere un film Marvel se non ci sono delle scene durante i titoli di coda. Qui ne abbiamo due: l'introduzione di un supercattivone dell'Hydra che tiene prigionieri i fratelli Maximoff, Quicksilver e Scarlet Witch, futuri Avengers; mentre nella seconda vediamo il Winter Soldier\Bucky visitare lo Smithsonian e conoscere così il suo passato. A proposito dei fratelli Maximoff, essi provengono dal mondo degli X-Men e sono i figli gemelli di Magneto. Dato che l'universo XMen appartiene alla Fox, sono curiosa di vedere come la Disney gestirà le loro origini, finora descritte solo come un miracolo.


Voto 6\7