lunedì 28 aprile 2014

The Impossible


Quando sono a casa dei miei penso che finalmente posso guardare Sky e vedere nuovi film. Tuttavia, il mio entusiasmo cala nel momento in cui mi rendo conto che quelli che trasmettono sono sempre gli stessi replicati all'infinito. Non c'è giorno in cui non venga trasmesso un cinepanettone, come se questo fosse il rappresentante più significativo del genere comedy. Perchè non fare allora Sky trash? Sarebbe un canale perfetto. Capita quindi di rado di vedere un film che mi sono persa e in questo caso si tratta di "The impossible", la produzione ispanico berlusconiano\americana, con protagonisti Naomi Watts e Ewan McGregor.
Il regista è J.A Bayona, artefice dell'inquietantissimo The Orphanage e che purtroppo pare ora essersi totalmente "hollywoodizzato" accettando la regia dell'inutilissimo sequel di Wold War Z. Ho sempre capito la logica di un sequel dietro a un bel film, ma dietro a  uno mediocre no. Va bene che"soccomunque soldi" à la Mariottide, però a tutto c'è un limite.










Naomi Watts con la vera Maria
Comunque sia, parliamo di "Impossible", che si basa sulla vera vicenda della famiglia spagnola Alvarez, sopravvissuta miracolosamente allo tsunami che nel 2004 investì tragicamente il Sud Est Asiatico, causando migliaia di morti, tra turisti e gente del posto. La madre stessa, Maria Belon, ha seguito tutte le riprese, partecipando attivamente alla stesura della sceneggiatura e scegliendo di essere ritratta sul grande schermo da Naomi Watts (chiamala scema). La famiglia nel film, infatti, diventa britannica e si chiama Bennet, per creare quel giusto appeal internazionale.








   
"Oops"
La storia comincia con i Bennet che arrivano in questo resort strafigo in Thailandia per trascorrere le vacanze natalizie. Sembrano la famiglia Mulino Bianco: i coniugi innamorati e i figli felici e educati.
Davanti a loro sembra dunque prospettarsi la vacanza perfetta, fino all'arrivo dell'onda gigantesca che finirà per separarli.Inizialmente, il focus è sulla madre, gravemente ferita, che insieme al figlio più grande, Thomas (Thomas Holland), cerca di trovare un riparo, riuscendo alla fine, grazie all'aiuto della popolazione locale, ad arrivare in ospedale, dove madre e figlio vengono per errore separati.



"Niente Gardaland l'anno prossimo"
Successivamente, il protagonista diventa il padre, che è vivo e vegeto insieme ai figli più piccoli, che decide di mandare in montagna, per poter affrontare le ricerche della moglie e del figlio senza ostacoli. 
Dopo innumerevoli scene di sconforto, ansia, disperazione, stanchezza, in modo alquanto miracoloso la famiglia riesce a ricongiugersi, mettendo quindi un lieto fine a questa tragica vicenda.




La storia è veramente straordinaria, trattasi di un miracolo, e in casi come questi è facile cadere nella ruffianata strappalacrime e The Impossible lo è. In ogni scena, infatti, sembra che ti pungolino per farti piangere per forza e questo è accettabile fino ad un certo punto. Non c'è grande obiettività, si viene trascinati all'interno della storia con la stessa forza dell'onda che colpisce i protagonisti e si viene immediatamente presi dal forte carico emozionale, creato non tanto dai personaggi quanto dalla vicenda e dalla cornice in sè. L'unica eccezione è il personaggio di Thomas, l'emergente Thomas Holland che assomiglia tantissimo a Jamie Bell e che, alla sua prima esperienza recitativa, riesce a tenere sulle spalle gran parte del film, mostrando intensità e maturità e creando molta più empatia di una Naomi Watts moribonda, la cui nomination all'Oscar pare totalmente ingiustificata. Le scene con il figlio maggiore sono appunto  le migliori e quando si vede Ewan McGregor girare e disperarsi, non si vede l'ora che la telecamera torni su Thomas.
Anche i fratellini più piccoli dimostrano di essere forti e maturi e mi fa pensare al fatto che solo in Italia i bambini vengono spesso ritratti come dei deficienti. Il punto debole sono quindi gli adulti, feriti e sconfortati, tanto da sembrare quasi assenti.
Complessivamente, mi viene in mente la frase famosa di zio Ben di Spiderman: " da un grande potere derivano grandi responsabilità". In questo caso, "da una grande storia derivano grandi responsabilità" e purtroppo il film non riesce a farle giustizia, puntando tutto sull'effetto emotivo trascurando altri aspetti che magari avrebbero potuto rendere il tutto migliore.

Voto 6\10